Il Cardo Mariano in Ornitologia

Il cardo mariano è una pianta erbacea biennale della famiglia delle Asteracee presente in tutte le regioni del Mediterraneo, soprattutto nelle zone al centro ed al sud Italia. Fiorisce tra Luglio ed Agosto – Il suo habitat naturale è nelle zone incolte, nei ruderi, lungo le strade. E’ una pianta vigorosa e robusta, dalle foglie spinose che possono raggiungere i 40 cm di lunghezza. Durante il secondo anno di vita, può sviluppare un fusto alto ben 1 o 2 metri con al vertice dei fiori color porpora, simili a quello del carciofo, e molto profumati, amati dai fringuelli e dai meravigliosi Cardellini che impazziscono per i suoi semi.


Tra le piante officinali il cardo mariano è una delle più apprezzate e rispettate, soprattutto quando si parla di benefici di depurazione e di benessere al fegato. Le sue proprietà benefiche sono da imputare alla silimarina ed a una miscela di flavonolignani in grado di svolgere una interessante attività protettiva sul fegato. E’ dimostrato inoltre che la silimarina inibisce la produzione di lecotriene il che spiega il suo effetto antinfiammatorio e la sua azione rigeneratrice delle cellule epatiche. Molto valide anche le sue proprietà antiossidanti, ovvero l’azione anti-radicali liberi del cardo mariano, così come la sua capacità di rinforzare le pareti dei capillari quindi svolge anche un’azione benefica su circolazione e cuore.

In campo ornitologico possiamo sfruttare tutti i suoi benefici somministrandolo ai nostri soggetti, sia a pappagalli che uccelli esotici. Vi starete chiedendo come e per quale motivo fornire il cardo ai soggetti, scopriamolo insieme.

Come ben sappiamo, molte miscele di semi che i nostri pappagalli mangiano, contengono semi grassi, oleosi, e potenzialmente dannosi come il famigerato girasole nero. Ma anche altri cibi possono essere grassi, come pastoncini all’uovo, ed in generale tutti quegli alimenti somministrati più del dovuto. Un’errata alimentazione, poco bilanciata, o una miscela di bassa qualità che contiene semi contaminati. va a sovraccaricare la funzionalità epatica, ed a compromettere il suo regolare funzionamento. Ad esempio – negli agapornis o nei cenerini – possono comparire macchie rosse nel piumaggio, un segno che va a informarci di problemi che possono interessare il fegato.

Un’altro utilizzo che possiamo fare del cardo, è quello di somministrarlo dopo trattamenti antibiotici o vitaminici, per depurare l’organismo e riportarlo alla normalità.

Come avete visto, un piccolo seme può essere un grande ricostituente per i nostri amici pennuti. Io utilizzo il cardo nel mio allevamento di pappagalli e mi ritengo soddisfatto dello stato di salute dei miei animali, perché con questo, e molti altri semi, piante, mangimi complementari, riesco a variare la dieta dei miei pennuti, mantenendoli in forma ed in grande salute.

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Disclaimer: questo articolo è puramente informativo e non sostituisce in nessun modo il confronto con il vostro veterinario di fiducia. In caso di dubbi, rivolgetevi sempre ad un esperto per il bene dei vostri animali.


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