Acariosi Respiratoria: Cos’è e come Curarla

L’acariosi respiratoria è una patologia grave e spesso sottovalutata che può colpire pappagalli e piccoli uccelli da compagnia, mettendo seriamente a rischio la loro salute. È causata da un acaro parassita noto come Sternostoma tracheacolum, capace di colonizzare le vie respiratorie e provocare sintomi respiratori anche letali se non trattati in tempo.
In questo articolo approfondiremo sintomi, modalità di contagio, trattamenti efficaci e strategie preventive per proteggere i nostri amici pennuti da questo nemico invisibile.
Indice dei contenuti
- 1 Cos’è lo Sternostoma tracheacolum
- 2 Sintomi dell’Acariosi Respiratoria nei Pappagalli ed Uccelli
- 3 Contagio e diffusione
- 4 Diagnosi: come viene confermata
- 5 Cura dell’acariosi: il trattamento farmacologico
- 6 Il ruolo del Fitomite nella prevenzione ambientale
- 7 Prevenzione: igiene e attenzione maniacale
- 8 Conclusioni
Cos’è lo Sternostoma tracheacolum
Lo Sternostoma tracheacolum è un acaro che si insedia all’interno della trachea, delle sacche aeree e delle mucose respiratorie degli uccelli, dove si nutre e si riproduce. Si tratta di un parassita particolarmente insidioso per le specie psittaciformi (pappagalli), ma anche per diamanti mandarini, canarini e altri piccoli uccelli da compagnia.
Il ciclo vitale di questo acaro dura tra le due e le tre settimane, durante le quali le femmine depongono numerose uova all’interno delle vie respiratorie del soggetto colpito. Le larve si schiudono rapidamente e continuano a infestare l’ospite, aggravando progressivamente la sintomatologia.
Sintomi dell’Acariosi Respiratoria nei Pappagalli ed Uccelli
I sintomi variano a seconda dello stadio dell’infestazione, ma i segnali più comuni sono:
- Respirazione difficoltosa, spesso a becco aperto
- Respiro sibilante o stridulo, udibile anche senza stetoscopio
- Colpi di tosse o tentativi di liberare le vie aeree
- Inattività, apatia e progressivo deperimento
- Calo dell’appetito e dimagrimento visibile
- Movimenti del collo anomali, come tentativi ripetuti di “scrollarsi” qualcosa dalla gola
In caso di infestazione non trattata, il soggetto va incontro a sofferenza respiratoria crescente, che può culminare nella morte per asfissia.

Contagio e diffusione
Il contagio avviene principalmente per via diretta, ma anche attraverso strumenti contaminati (siringhe da imbecco, beverini, mangiatoie) o contatto stretto tra esemplari.
Un allevatore o un appassionato che manipola più soggetti, soprattutto se imbecca manualmente dei pullus, può trasferire involontariamente il parassita da un soggetto infestato a uno sano.
Per questo motivo è essenziale:
- Isolare tempestivamente ogni soggetto sintomatico
- Disinfettare accuratamente tutte le attrezzature
- Evitare il contatto diretto tra i soggetti in attesa di diagnosi
Diagnosi: come viene confermata
La diagnosi certa può essere eseguita solo da un medico veterinario. In presenza di sintomi compatibili, la somministrazione di un antiparassitario sistemico è comunque spesso indicata anche a scopo terapeutico e diagnostico.
Cura dell’acariosi: il trattamento farmacologico
Il trattamento più efficace e sicuro ad oggi disponibile è a base di ivermectina, un principio attivo appartenente alla classe degli antiparassitari sistemici.
Il farmaco più utilizzato è l’Ivomec®, da diluire correttamente prima della somministrazione. Essendo un farmaco ad uso zootecnico, va somministrato esclusivamente su prescrizione veterinaria, che ne indicherà la modalità più sicura per il tuo animale.
La soluzione solitamente prevede la diluizione di Ivermectina con glicole propilenico, ma non va mai eseguita senza supervisione, data la tossicità potenziale del farmaco.
Altri prodotti come il Neoforactyl non sono raccomandati nel trattamento dell’acariosi respiratoria.
Esempio di diluizione e utilizzo (da eseguire solo sotto guida veterinaria):
- 0,01 ml di Ivomec + 0,09 ml di glicole propilenico
- Applicazione: una goccia dietro la nuca, oppure somministrazione orale
Attenzione: Non utilizzare mai ivermectina senza controllo veterinario, poiché un sovradosaggio può essere tossico per alcune specie, specialmente soggetti debilitati o molto piccoli.
Il ruolo del Fitomite nella prevenzione ambientale
Come supporto al trattamento e alla prevenzione, può essere utile l’utilizzo del Fitomite, un prodotto naturale a base di oli essenziali con proprietà repellenti per gli acari.
Il Fitomite non è un farmaco curativo, ma può essere:
- Somministrato nell’acqua da bere
- Ripetuto nel tempo, essendo un prodotto naturale
- Sicuro nella somministrazione in pappagalli giovani, debilitati o anziani
Questa soluzione naturale viene diluita nell’acqua da bere, solitamente 1,5 ml per litro, per circa 8 giorni consecutivi, e poi una volta a settimana per alcuni mesi, è ottima anche per la lotta all’acaro rosso.
Prevenzione: igiene e attenzione maniacale
La prevenzione è fondamentale. Ecco alcune buone pratiche:
- Isolare sempre i nuovi soggetti prima di introdurli in voliera
- Evitare di condividere beverini, siringhe e cucchiaini tra soggetti diversi
- Mantenere l’ambiente pulito, areato e disinfettato regolarmente
- Monitorare costantemente lo stato di salute dei propri animali
L’acariosi respiratoria può colpire anche allevamenti ben gestiti, ma una diagnosi tempestiva e l’intervento mirato possono salvare la vita dei nostri pappagalli.
Conclusioni
L’acariosi respiratoria è una minaccia reale e potenzialmente letale per i pappagalli. Conoscere i sintomi, affidarsi a un veterinario esperto e intervenire subito è l’unico modo per garantire al proprio animale una possibilità di guarigione.
Disclaimer: questo articolo non sostituisce in nessun modo il confronto con il vostro veterinario di fiducia. In caso di dubbi, rivolgetevi sempre ad un esperto per il bene dei vostri pappagalli ed uccelli esotici!