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Stasi del gozzo: pappagallo morto


stasi del gozzo

 

Nella nostra piccola redazione giungono email che ci parlano di pappagallini morti, nella maggior dei casi nella notte. I segni sono evidenti, il gozzo è gonfissimo, e duro, e per lo più anche pieno di aria e la pappina non è stata digerita, anche col passare delle ore.

Cosa provoca la morte del pappagallo?

Devo dire che le prime volte che allevavamo a mano è successo anche a noi. Fornirò essenzialmente i consigli più adatti per evitare la morte dei pulli. Innanzitutto stasi del gozzo, significa che la pappina che noi diamo al pullo per allevarlo, fa fatica ad essere digerita, e restando dentro al gozzo, fermenta, indurendosi e creando aria.

Questo processo soffocherà il pappagallo, portandolo pian piano alla morte. Possiamo vedere che la pappina non viene digerita ed il gozzo si gonfia, ed il pappagallino si muoverà sempre meno, e morirà lentamente.

Questo è, in grandi linee cosa succede al piccolo, ora parliamo di come evitare che succeda.


Innanzitutto consiglio ai lettori di evitare pappine scadenti, di poco prezzo e marche sconosciute e di dubbia qualità. A noi successe con una marca scadente come la RAFF, che per pappine non è il massimo. Nonostante sia diluita a perfezione, tende a posarsi dentro la siringa, è difficile da digerire e soprattutto non fa crescere il pullo, dopo una settimana di somministrazione il pappagallino faceva fatica a far crescere le piume e dimagriva nonostante l’imbecco regolare.

Le marche da acquistare, per quanto riguarda la pappina da imbecco sono la Zupreem ( la migliore che abbia provato fin’ora, molto concentrata a livello eneregetico e apprezzatissima dai pappagalli ) e il conosciutissimo NUTRIBIRD A21 ( per pappagalli di piccola taglia, molto conosciuta e commerciale ).

Ricordo anche che è importante la densità della pappina, deve essere poco più liquida di uno yogurt, non deve presentare grumi, e deve essere fatta lì per lì, non conservata in frigo o lasciata per più giorni, e soprattutto con acqua calda.

Come posso salvare il pappagallino in caso di stasi?

In caso vi accorgiate, del problema, ci sono dei piccoli consigli per provare a salvare il pullo.

I miei consigli sono :

  • Se il gozzo è a metà, e non del tutto pieno, riempite una siringa di camomilla calda e fategliela bere, massaggiando il gozzo con le dita, cercando di far amalgamare la camomilla alla pappina dentro il gozzo, così da scioglierla e fargliela digerire più facilmente.
  • Se il gozzo è pieno e/o gonfio d’aria, il pappagallo rischia la morte, dovete portarlo dal veterinario aviario, ed in fretta, oppure, se non è possibile e volete tentare di salvarlo, potete praticare una tecnica ( molto rischiosa ) quella di inserire sul beccuccio della siringa un tubicino piccolo di diametro e morbido di plastica, e inserendolo nel gozzo, tramite il becco, provate a risucchiare la pappina fermentata dal gozzo alla siringa.

Consiglio comunque, se vi accorgente del problema, di chiamare un veterinario aviario, la seconda tecnica è molto rischiosa.

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About Emanuele Perrone

Mi chiamo Emanuele, ho 26 anni e vengo da Roma. L'amore per gli animali mi accompagna da anni e mi accompagnerà per sempre. Ogni giorno sono in prima linea per diffondere la felicità, l'amore, l'affetto che loro sanno dare, a tutte quelle persone che ancora non credono all' importanza di avere un pappagallo in casa. Grazie a loro, ho sconfitto una malattia cronica invalidante, e non smetterò mai di condividere questa gioia con il Web, oltre ad offrire a tutti questo portale GRATUITO con notizie e tutorial scritti da me, dopo aver maturato oltre 10 anni di esperienza nell'allevamento di Psittacidi ed Uccelli esotici nel mio "Allevamento Amatoriale La Piuma" che mi accompagna da anni donandomi gioia ed immense soddisfazioni. Vi aspetto sul mio canale Youtube, le pagine Facebook, l'account Twitter dove quotidianamente condivido questa immensa passione con tutti, per farli innamorare, per stupirli e per esternare questa grande gioia che giornalmente queste splendide creature mi trasmettono.

Un commento

  1. Oddio… Spero mai di non avere questo problema…

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